Volterra sembra piccola, lassù, sul suo poggio, nel cuore della Val di Cecina. Già. E poi, una volta che ci sei non sai davvero da che parte iniziare! Dopo
questo primo post,
eccone un altro con la mia personale top 10 (non esaustiva, ovvio!) delle cose da non perdere. Con qualche curiosità che non tutti conoscono. E alcuni avvertimenti.
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| Porta all'Arco |
1) Porta all'Arco: chicca della città, è uno dei due archi etruschi meglio conservati che abbiamo (l'altro è a Perugia). Non tutti sanno che, a pochi metri dall'arco, sulla via che conduce in centro, si trova una vetrina con esposte delle foto d'epoca che testimoniano un fatto assai cruciale, senza il quale oggi, con tutta probabilità, non potremmo ammirare questo capolavoro dell'architettura etrusca. In breve? Era la Seconda Guerra Mondiale. Volterra era in mano ai tedeschi e gli alleati erano in arrivo. E cosa pensarono i tedeschi? Di far saltare Porta all'Arco, per bloccare il passaggio e rallentare così gli alleati. Eh no, si dissero i volterrani. Ecco allora che trovarono un compromesso: murare l'arco. Detto fatto: nelle foto possiamo ammirare anziani, donne e anche bambini, tutti intenti nella costruzione del muro. Insomma, se oggi possiamo vedere l'arco etrusco, lo dobbiamo a loro.
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| L'Ombra della Sera |
2) Ombra della Sera: custodita all'interno del Museo Etrusco, questa statuetta è divenuta un vero e proprio simbolo, di Volterra e della sua antica civiltà. Realizzata in bronzo, raffigura un giovane dall'aspetto molto allungato (da cui ombra della sera), dal capello ben pettinato (con tanto di ciuffo) e dalla postura molto particolare (alcuni ci ravvisano quell'attimo in cui, mentre si è in piedi, si cerca il punto di equilibrio). Non tutti però sanno che, a ben vedere, c'è un particolare non proprio realistico. Ci se ne accorge solo se si guarda la statuetta di lato. Cos'è? Be', diciamo che natiche e pube si trovano decisamente sfalzati... avanguardia etrusca?
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| Deposizione dalla Croce, Rosso Fiorentino |
3) Rosso Fiorentino: la Pinacoteca di Volterra custodisce nientepopodimeno che uno dei capolavori di Rosso Fiorentino, tra le altre cose citato da D'Annunzio e osannato da Sgarbi. Si tratta della Deposizione dalla Croce, un'opera del 1521 dai tratti sorprendentemente moderni. Ma non tutti sanno che, fino al 31 dicembre 2015, a Volterra c'è una mostra dedicata proprio a questo capolavoro: Rosso Fiorentino Rosso Vivo. La mostra si snoda in vari punti della città, con istallazioni disseminate tra edifici e spazi aperti.
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| Madonna in alabastro |
4) Botteghe di alabastrai: tra i vicoli di Volterra sorgono le botteghe degli alabastrai, custodi dell'antica arte della lavorazione di questa pietra speciale. La trasparenza, la porosità e le venature dell'alabastro sono famose nel mondo. E proprio a Volterra si trova il cuore pulsante della produzione artigianale nostrana. Sia chiaro, non tutto è rimasto immutato nel tempo.
Infatti non tutti sanno che ormai solo una piccola percentuale dell'alabastro è originale del luogo.
Ciò detto, artigiani e veri e propri artisti in questo campo non mancano. E se glielo chiedete, magari vi danno anche una piccola dimostrazione dal vivo della lavorazione.
Un avvertimento:
esiste anche una pasta ottenuta dalla polvere d'alabastro, che alcuni usano per creare statue e altri oggetti con degli stampi. Il risultato può anche essere grazioso, ma è impossibile riconoscervi le proprietà della pietra originale. E non importa se sotto la base dell'oggetto c'è scritto "vero alabastro" o simili: questa scritta potrebbe essere sì vera per la base in questione, ma magari non per la statua sopra.
Come fare a distinguere le due cose? Il suono dell'alabastro vero è tendenzialmente melodico, proprio in virtù della sua porosità e dell'acqua che contiene. La pasta di alabastro, invece, fa uno scoraggiato "toc".
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| Dalla passeggiata sui Ponti |
5) Passeggiata sui Ponti: non facendola si perde veramente tanto. Non tutti sanno che è proprio la passeggiata tradizionale dei volterrani (soprattutto verso sera, quando è possibile ammirare il tramonto sulle verdi distese della campagna toscana).
Nelle giornate limpide si vede chiaramente il mare, fino alla Corsica. Pensate un po'. E lungo la passeggiata, alzando gli occhi, si trova, suggestivo e imponente, il Maschio (la storica Fortezza oggi carcere di massima sicurezza). Il cammino inizia da Piazza Martiri della Libertà.
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| Interno di Palazzo Viti |
6) Palazzo Viti: da visitare non fosse altro che per gli splendidi monumentali alabastri tramandati da questa ricca famiglia volterrana. Ma non solo. Si dà il caso che Giuseppe Viti fu uno dei cosiddetti 'viaggiatori dell'alabastro', contribuendo al successo dell'arte volterrana nel mondo. Alcune aree della casa conservano quindi ricche testimonianze proprio dei suoi viaggi, soprattutto in Oriente.
E non tutti sanno che l'attuale proprietario, suo discendente, è persona accogliente nonché pozzo di storie.
Non è raro trovarlo a raccontare di persona aneddoti e racconti, sulla sua famiglia e su Volterra, ai visitatori che incontra tra le varie sale.
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Scultura in alabastro dedicata a Rosso Fiorentino di Alessandro Marzetti |
7) Museo dell'Alabastro: qui si trovano custoditi alcuni degli oggetti di alabastro più pregiati, antichi ma anche modernissimi, di artigiani e artisti locali. Non tutti sanno che, all'ultimo piano, proprio per la mostra
Rosso Fiorentino Rosso Vivo, il museo dà spazio ad alcune creazioni appositamente dedicate. In esposizione anche
Alessandro Marzetti, fra l'altro scenografo della nota Compagnia della Fortezza e autore della statua che si trova di fronte a Porta Fiorentina (che personalmente adoro).
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Proiezioni della mostra Rosso Fiorentino Rosso Vivo all'interno del Battistero |
8) Battistero di San Giovanni: risale alla seconda metà del Duecento, esterno con fasce marmoree bianche e verdi, interno a sei nicchie con cupola. Lo trovo un gioiellino. Non tutti sanno che adesso è diventato affascinante scenografia per un'istallazione della mostra
Rosso Fiorentino Rosso Vivo. L'esperienza è suggestiva. Spingi contro la porta, senti una musica farsi sempre più forte. Gli occhi, non ancora abituati alla penombra, faticano a distinguere le forme. L'ambiente è fatto solo di questi suoni suadenti e profondi. Anzi no. Segui la luce e alzi la testa.
Sulla cupola sono proiettate immagini della Deposizione dalla Croce, estrapolate, reinterpretate e mescolate con altre figure evocative. Ecco allora che ti si apre l'ambiente intorno e inizi a distinguere gli splendidi marmi e la vasca battesimale. Sedersi a contemplarlo è un piacere.
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| Crostini di fegatini |
9) Crostini di fegatini: impossibile non provare questo must della cucina tradizionale toscana. Come ho già detto in
questo post, dove ho condiviso la ricetta di famiglia,
non tutti sanno che i crostini di fegatini non sono una scienza esatta. Ognuno ci mette una sfumatura particolare di gusto. Un'esplorazione da non perdere. Come tutta la cucina tradizionale locale.
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| Le Balze |
10) Balze: da qui si gode di un altro suggestivo scenario volterrano, scorgendo le distese verdi della campagna sormontate da queste alte pareti di terra nuda. In effetti, le Balze non sono altro che il risultato di enormi blocchi di terra franata. Ma lo spettacolo ha qualcosa di magico, soprattutto al tramonto, quando si colorano di rosso. In quel momento...
c'è ben poco da dover sapere. Basta lasciarsi rapire da quel fugace attimo di immensità.
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