Stringe il cuore vedere la Palazzina Marconi, la prima stazione radio ad onde lunghe italiana, abbandonata, recintata, chiusa ai
curiosi e alla memoria: ridotta a ombra, anonimo edificio pericolante, come d'altronde molti altri nel piccolo paese di Coltano, a pochi chilometri da Pisa e Livorno. Apparentemente, niente ricorda al passante la straordinarietà di questo edificio, così come nulla (o quasi) è stato posto a memoria del 'campo di concentramento' di Coltano.
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| La Palazzina Marconi oggi |
Coltano non fu scelta a caso dal premio nobel per la fisica Guglielmo Marconi, che all'inizio del '900 era in cerca del luogo ideale per la trasmissione ad onde lunghe della sua radio. I campi verdi, limitrofi alla Palazzina che prende il nome del premio nobel per la fisica, un tempo erano sormontati da enormi antenne, abbattute poi dai tedeschi alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Oggi non rimane che un rudere a custodire, solitario e anonimo, questo storico ricordo.
Ma c'è un altro campo di Coltano, anch'esso oggi verde e incontaminato, che ricorda una storia ben diversa: un 'campo di concentramento' fatto dagli Alleati per
internare militanti e combattenti della Repubblica Sociale Italiana. Alcuni l'hanno paragonato a un campo di sterminio nazista, altri hanno gridato allo scandalo per un simile accostamento.
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| Dove sorgeva il 'campo di concentramento' di Coltano, dal viale dei pini |
Percorrendo il viale dei pini (via della Sofina) dal centro del paese fino al ponte, basta allungare lo sguardo a sinistra, oltre il filare di alberi, per osservare quell'immensa distesa, oggi piana e silenziosa. Solo un piccolo cippo,
sfregiato e malmesso, lontano dal viale, è stato posto a memoria (e presenzia, una volta all'anno, alla commemorazione dei nostalgici).
sfregiato e malmesso, lontano dal viale, è stato posto a memoria (e presenzia, una volta all'anno, alla commemorazione dei nostalgici).
Il centro di Coltano è grande una via e poco più: un punto di ristoro, case, una scuola chiusa. Signorili caseggiati costellano i campi tutto intorno, testimoni silenziosi e forse inconsapevoli delle possenti storie che questo piccolo paese avrebbe da raccontare.


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