Le file di scogli, che si alternano tra il bianco, il celeste e l'arancione, sono la passerella che Marina di Pisa offre ai visitatori per arrivare a quel suo mare insieme tormentato e generoso, quasi
sempre in preda al libeccio e alla spuma vivace. Non importa quale sia la stagione: qui la cura di iodio è obbligatoria (e rinomata). Anche Gabriele D'Annunzio non era riuscito a resistere al fascino di questo lido, dove soggiornò per lunghi periodi e a cui dedicò versi immortali.
sempre in preda al libeccio e alla spuma vivace. Non importa quale sia la stagione: qui la cura di iodio è obbligatoria (e rinomata). Anche Gabriele D'Annunzio non era riuscito a resistere al fascino di questo lido, dove soggiornò per lunghi periodi e a cui dedicò versi immortali.
"O Marina di Pisa, dove folgora il solleone!". Dei soggiorni del poeta, oggi, non rimane altro che un 'cippo' (un masso, in effetti) con queste parole, rese immortali dall'acuta penna.
Lo si trova sul lungomare, alla fine della passeggiata che conduce al porto. Un porto che non c'era a quei tempi, così come il bar 'La Rosa dei Venti' che oggi sorge su ciò che rimane della 'Villa delle Tempeste', dove D'Annunzio per l'appunto alloggiava.
Lo si trova sul lungomare, alla fine della passeggiata che conduce al porto. Un porto che non c'era a quei tempi, così come il bar 'La Rosa dei Venti' che oggi sorge su ciò che rimane della 'Villa delle Tempeste', dove D'Annunzio per l'appunto alloggiava.
"La casa ch'io m'ebbi un tempo alla foce dell'Arno tra i ginepri arsicci e le paglie marine. Era tanto prossima al frangente che dalla finestra non si vedeva se non il flutto come da un'alta prora", scriveva.
A dire il vero, a ricordare quei tempi rimane anche il servito di piatti della Villa, che 'Il Canto del Tempo' (un negozio di antichità su Via Maiorca, il corso principale del paese) conserva
con cura, insieme a volumi di pregio su D'Annunzio (tra cui "Vita segreta di Gabriele D'Annunzio" di Tom Antongini, 1938, da cui sono riprese le righe sopraccitate) e altre testimonianze storiche della cittadina.
| Cartolina che immortala il ritorno dell'idrovolante Dornier Wal a Marina di Pisa (spedita nel 1927) |
Una su tutte, quelle della stagione degli idrovolanti, che vide sorgere proprio a Marina di Pisa "la più gloriosa fabbrica di idrovolanti italiana, la madre di tutti i bimotori d'assalto e dei primi Dc3 con i quali Air
France e Alitalia aprirono le rotte civili nel Dopoguerra". Così è stata descritta, dal Corriere della Sera, la Gallinari, diventata poi Cmasa, trasformata negli anni '30 in fabbrica della Fiat, abbandonata negli anni '80 e, infine, rasa al suolo per dare spazio, nel 2013, al porto. Lungo il suo perimetro, oggi, si può passeggiare per godere della spuma briosa del mare e del paesaggio a perdita d'occhio che circonda la cittadina.
France e Alitalia aprirono le rotte civili nel Dopoguerra". Così è stata descritta, dal Corriere della Sera, la Gallinari, diventata poi Cmasa, trasformata negli anni '30 in fabbrica della Fiat, abbandonata negli anni '80 e, infine, rasa al suolo per dare spazio, nel 2013, al porto. Lungo il suo perimetro, oggi, si può passeggiare per godere della spuma briosa del mare e del paesaggio a perdita d'occhio che circonda la cittadina.
Marina di Pisa, infatti, gode di un abbraccio paesaggistico unico: a nord, la grande foce dell'Arno apre ai tipici retoni dei pescatori, sospesi sull'acqua, per far arrivare lo sguardo
fino alla catena montuosa delle Alpi Apuane, che si staglia salda e maestosa in lontananza. A est, invece, si estende la folta pineta, da esplorare lungo il sentiero o da godersi sui giochi di legno e l'area attrezzata per i più piccoli. A ovest, regna incontrastato il mare con i suoi scogli, interrotti solo da piccole zone di spiaggia. E a sud c'è Tirrenia, una graziosa cittadina collegata a Marina da una strada fitta di stabilimenti balneari e locali.
fino alla catena montuosa delle Alpi Apuane, che si staglia salda e maestosa in lontananza. A est, invece, si estende la folta pineta, da esplorare lungo il sentiero o da godersi sui giochi di legno e l'area attrezzata per i più piccoli. A ovest, regna incontrastato il mare con i suoi scogli, interrotti solo da piccole zone di spiaggia. E a sud c'è Tirrenia, una graziosa cittadina collegata a Marina da una strada fitta di stabilimenti balneari e locali.
E dentro quest'abbraccio, fioriscono palazzi liberty, più o meno segnati dalla salsedine e dalla forza corrosiva del vento, tra cui è piacevole passeggiare (a patto che si stia attenti alle macchine, che troppo
spesso prendono i lunghi viali di Marina come piste di Formula 1).
spesso prendono i lunghi viali di Marina come piste di Formula 1).
Non c'è una stagione migliore per venire a godersi questa cittadina. Perché Marina di Pisa (chiamata comunemente anche Boccadarno) non è solo l'abusato mare d'estate. Anche d'inverno, infatti, viene raggiunta da tanti, che si intrattengono sui suoi scogli o vanno incontro al vento passeggiando sul lungomare (animato spesso da sfiziosi mercatini, soprattutto sotto Natale).
E anche quando non folgora quel solleone rammentato da D'Annunzio, anche quando il cielo è dominato dalle nuvole, magari interrotte qua e là da fasci di luce tiepida che si rifrange poi brillante sul pelo dell'acqua, questa cittadina riesce sempre ad affascinare, rendendo sublime, come ben sa fare, l'abbraccio impetuoso e marino del vento.





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