lunedì 1 settembre 2014

Lima: inquisizione, catacombe e una biblioteca da "Il Nome della Rosa"

Facendo scalo a Lima per il rientro in Italia, ho dovuto ammettere di non aver dato il giusto risalto a una città che, per quanto trafficata e
Basilica de San Francisco, Lima
caotica, custodisce una vera e propria chiccha: la Basilica de San Francisco. Visitando questo gioiellino architettonico si rimane (più di una volta) letteralmente a bocca aperta.

In primis per la biblioteca: avete presente "Il Nome della Rosa"? Beh, l'effetto è quello. Quando varchi quella piccola porticina non ti aspetti che ti si aprano pareti piene di volumi impolverati, disposti fitti fitti tra gli scaffali. La struttura è interamente in legno, con pianta rettangolare, dove due simmetriche scale a chiocchiola hanno il compito di portare dal primo al secondo livello. Questi libri parlano delle più varie discipline, anche in lingua latina. Alcuni sono aperti, in mostra, ed espongono orgogliosamente le accurate scritte degli amanuensi. Fanno rimanere senza fiato.

Purtroppo non si possono fare foto, ma anche le catacombe sotto la basilica meriterebbero qualche scatto. E questo a maggior ragione visto
Una finestra sulle catacombe spunta dal pavimento
della basilica. Monete sbrilluccicano tra le ossa
che le ossa sono state disposte in (macabre?) disposizioni geometriche. Non è uno scherzo. In alcuni punti sembra di guardare dei banchi al mercato, con tanto di vetrinette, solo che dentro ci sono tibie e altre ossa dei morti che sono stati sepolti qui sotto. Altre fosse sono riempite in maniera certosina mettendo le ossa strette e lunghe a 'spina', o magari a formare figure circolari con file di crani a mo' di 'merletto'. E sono tanti: 25mila corpi.
Perché così tanti? Perché a Lima prima non c'erano cimiteri. Così, seppellivano tutti i morti qui, sotto la basilica. Solo nel 1808 (Lima è stata fondata nel 1535) fu emanata una legge che proibì questa pratica e che, quindi, aprì le porte del primo cimitero.

Passando dentro le catacombe si vede bene (molto bene, molto da vicino): c'è una fila di fosse rettangolari (alte 6 metri), dove i corpi venivano messi uno sopra all'altro, separati solo da un telo e poi ricoperti di calce. Così si evitavano malattie per il tempo necessario alla decomposizione. Poi, venivano presi e spostati in una fossa (ancora più) comune, circolare, profonda ben 15 metri. Tutte queste fosse sono oggi riempite di ossa diligentemente disposte per i turisti. Brrr...

Era domenica quando abbiamo visitato la basilica, e la funzione ha impedito, a tratti, di sentire le parole della guida (obbligatoria). Ma è
stato molto significativo vedere la devozione di questa gente, la partecipazione che si vedeva nei loro occhi, che si sentiva nell'aria e nei loro canti. La chiesa era gremita.
Usciti dal silenzio delle catacombe, ci siamo trovati nel bel mezzo di una processione, con tanto di banda al seguito. Era per la Santísima Cruz de Motupe.

L'abbiamo seguita (tra bancarelle, street food e poliziotti in tenuta antisommossa perennemente attaccati al cellulare) mentre ci avvicinavamo al Museo dell'Inquisizione e del Congresso. L'entrata è gratuita e la guida che ci è capitata molto disponibile. La struttura è quella originale dove operava l'inquisizione spagnola (c'è un soffitto in stile rococò, nella prima sala,
Soffitto della prima sala del Museo
dell'Inquisizione e del Congresso
realizzato in legno 'semplicemente' incastrato che merita un torcicollo), però solo per gli spagnoli emigrati. Per gli indigeni, invece, operava il Tribunale dell'estirpazione dell'idolatria. Insomma, sostanzialmente la stessa cosa, con l'unica differenza che verso gli indigeni c'era un atteggiamento più morbido, in ragione del fatto che stavano apprendendo una nuova religione.
Non definirei la visita 'mozzafiato'. Certo, si possono vedere le celle e parte delle strutture usate (con tanto di statue che mostrano i vari tipi
Arnesi inquisitoriali
di tortura), però la visita è stata più che altro l'occasione per apprendere qualche nozione in più su questa pratica e sulle storie (e le 'colpe') delle persone uccise in pubblica piazza.

Note per il viaggiatore: occhio ai soldi falsi! Ad alcuni di noi ne hanno rifilati proprio a Lima. Sembra che a circolare contraffatte siano sia monete che banconote. Da quanto mi sono fatta spiegare, per riconoscere una moneta da 5 soles falsa bisogna fare caso a 3 elementi: 1) il disegno è molto, molto più marcato dell'originale; 2) il colore è più scuro; 3) l'immagine dello scudo non è corretta.

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