sabato 30 agosto 2014

Cusco: siti archeologici da interpretazioni allucinogene

Più che uno sforzo di immaginazione serve uno sforzo di allucinazione per comprendere le figure 'nascoste' nei siti archeologici che circondano
Sito di Moray
Cusco, la capitale inca del Perù. Su queste antiche culture (inca e/o conquistate dagli inca) non ci sono certezze...a parte il fatto che abbiano lasciato opere architettoniche molto, ma molto suggestive. A cominciare da quelle di Moray.

Questi terrazzamenti circolari (sono 3 in tutto, uno di fianco all'altro), sembra fossero delle serre ante litteram. In effetti, scendendo si percepisce un aumento della temperatura. Questo (unito agli scalini disposti a zig zag, come a richiamare i fulmini e quindi la pioggia) fa
Ollantaytambo
pensare che questo popolo ne avesse abbastanza di mangiare patate e altri cibi disidratati (per conservarli) e che, quindi, avesse escogitato questo sistema per avere a disposizione alimenti appena colti tutto l'anno.


Ma il vero effetto allucinogeno arriva con Ollantaytambo. Qui, davvero, a fare la guida ci si può sbizzarrire. L'intera struttura, costruita sul versante di un rilievo, rappresenterebbe infatti un lama. Sulla montagna davanti, sarebbe invece rappresentato, di lato, il profilo di un inca e,
Profilo dell'inca
vicino a quello che si ritiene essere una sorta di magazzino della città, (tenetevi forte) una versione locale di Babbo Natale, con tanto di sacco sulle spalle (contenente appunto il magazzino con le scorte). Ma non è finita qui.

La città che giace ai piedi di questa imponente opera sarebbe stata costruita sulla sagoma gigante di una pannocchia. Ovvio, non si può
Babbo Natale sulle montagna con città-pannocchia
sapere cosa sia rispondente a verità storica e cosa, invece, possiamo attribuire a storici che da piccoli amavano ricercare le figure nelle nuvole.


A Tambomachay, all'interno del muro sopra le fontane, gli architetti del tempo avrebbero indicato di disporre le pietre in modo da formare due mani in posizione di offerta (per la pioggia, l'acqua e quindi la floridezza della civiltà).


Mani sopra le fontane di Tambomachay
Dulcis in fundo, Saqsayhuamán, il più grande (e affascinante) tra i 16 siti e musei che il "Boleto turístico del Cusco" ti permette di visitare con una spesa complessiva di 130 soles (circa 35 euro). Qui ci sono rocce, mura (costruite poggiando massi su massi perfettamente collimanti l'uno con l'altro: famoso, architettonicamente, quello dai 10 lati e, allucinatoriamente, quello dalla testa di serpente), porte, cunicoli bui nei quali infilarsi per
Saqsayhuamán. Pietra dai 10 angoli
spuntare in diverse aree del sito ma, soprattutto, ci sono gli aquiloni. Sì, gli aquiloni. I prati che circondano le rovine, infatti, brulicano di scolaresche accorse qui per sfruttare il vento stagionale e correre da una parte all'altra con i loro aquiloni. Uno spettacolo.

E non solo. I bimbi sono anche dentro il sito, a fare la loro visita culturale ma anche ad
Saqsayhuamán. Pietra dalla testa di serpente
abbandonarsi alle risate mentre viaggiano sugli scivoli naturali offerti da alcune rocce che si trovano proprio in mezzo al sito. Forse il parco giochi dell'antica civiltà? In fondo, nessuno può dirlo.









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