lunedì 15 dicembre 2014

Dalai Lama show al Summit dei Nobel per la Pace

Lo ammetto: il Dalai Lama mi ha sorpreso. Durante l'intervento ufficiale, al XIV World Summit of Nobel Peace Laureates che si è chiuso ieri a Roma, è filato tutto liscio. Ma alla conferenza stampa finale, ragazzi, il Dalai Lama ha proprio fatto lo show.

Sua Santità il Dalai Lama entra nella Sala Protomoteca
per la conferenza stampa finale del Summit
Protagonista indiscusso della mattinata (gli altri Nobel, ammettiamolo, non hanno avuto il codone di occhi sgranati, sorrisi e smartphone che ha seguito Sua Santità), non ha esitato ad alzarsi quando, nella Sala Giulio Cesare del Campidoglio, è entrato il nostro Bernardo Bertolucci, vincitore del Peace Summit Award 2014. Lo ha accolto, poggiando la fronte sulla sua e scambiando qualche parola col sorriso. Gli ha persino retto il microfono per buona parte dell'intervento (finché chi di dovere non ha realizzato che forse era il caso di portare un'asta...).

Ad ogni modo, come dicevo all'inizio, fin qui tutto liscio. Formalità, e calore quanto basta per rendere felici i fotografi. Ma dopo, quando ci siamo spostati nella Sala Protomoteca per la conferenza stampa finale, davvero non potevo credere ai miei occhi (e alle mie orecchie). Il Dalai Lama aveva già risposto alle prime due domande (tant'è che il moderatore ha dovuto chiedere esplicitamente alla stampa di destinare la domanda successiva ad un altro fra i Nobel per la Pace seduti al banco...), quand'è che decide - entrando a gamba tesa sulle colleghe - di rispondere anche alla terza, che verteva proprio sul ruolo delle donne.
Ebbene, Sua Santità ha iniziato con l'affermare ripetutamente che la donna, per sua natura corporale (ha fatto riferimento a degli studi scientifici su sensibilità e dolore), sarebbe più portata ad esprimere carità e amore. E fin qui, ecco, l'unica cosa che mi veniva da pensare è esattamente ciò che, proprio pochi giorni fa, dicevo a mio fratello: che è davvero pericoloso per un uomo (santità o meno) sbilanciarsi ad esprimere, in presenza di donne, giudizi categorici su come sono le donne (e al tavolo dei Nobel, come dire, c'erano esponenti del gentil sesso che non le mandano certo a dire...). Ma poi la realtà ha superato la fantasia.
Sua Santità il Dalai Lama usa una parte del vestito
come velo per lodare il modo 'donna' di agire


Sua Santità ha sollevato un lembo del vestito per mostrare più chiaramente il petto (sempre coperto) e dimostrare empiricamente (con tanto di gesto mimico della mano) che gli mancano i seni e, dunque, non è una donna. E ora reggetevi forte, perché il 'meglio' è arrivato solo quando ha invitato i presenti a confrontare il suo petto con quello della vicina, il Nobel per la Pace Leymah Gbowee (con cui - diciamolo - la natura non si è di certo risparmiata), dicendo: "Vedete? Non sono come lei". Lei, a quel punto, ha messo su un sorriso (che a me, ma è un'interpretazione squisitamente personale, è parso preceduto da un'espressione sbigottita) e lui, dall'altra parte, si è messo un lembo del vestito sopra la testa a mo' di velo, sottolineando così la sua vicinanza con il modo 'donna' di agire. La sala è scoppiata in una fragorosa risata e i flash dei fotografi hanno coperto il tutto.

Io sono passata dall'incredulità alla risata. Ho pensato 'che giocherellone', ma poi, lo ammetto, ho percepito una certa spiacevolezza nella sequenza appena descritta. Nel senso: sappiamo bene come la pensa il Dalai Lama, che proprio pochi giorni fa ha invitato, per il bene di tutti, a lasciare spazio alle donne negli equilibri mondiali... ma se al posto di Sua Santità ci fosse stato un altro personaggio, a mimare le tette della vicina in conferenza stampa, quale sarebbe stata la reazione? Possiamo solo immaginarlo. Ad ogni modo, e in ogni caso, la sala era piena di gente certamente pacifica.

Nessun commento:

Posta un commento