mercoledì 3 dicembre 2014

Palazzo Cavour: (proiezioni) urban factory e (nuovo) restyling

Del Palazzo Cavour (e del progetto Cavour220) non avevo mai sentito parlare. Poi, un giorno, di sera, faccio per prendere la metro, proprio a Cavour, e mi ritrovo ipnotizzata. C'era una proiezione sulla facciata principale di questo centralissimo palazzo di Roma che ha fatto tirare fuori lo smartphone a più di un passante (ovviamente me compresa). Ecco qui il video, insieme alla vicenda di un immobile (di nuovo) in restyling.

 

Era stato proprio Re Giorgio (Armani, non l'attuale e non si sa ancora per quanto inquilino del Colle) a firmarne il restyling nel (non così lontano) 2009. In un articolo datato 13 luglio di quell'anno, il sito LuxuryOnline annunciava trionfalistico: "Dalla creatività di GIORGIO ARMANI, dalla visione di DOUGHTY HANSON - uno dei più importanti operatori pan-europei di real estate - e dalla competenza del developer EUROPA RISORSE, è nato a Roma un nuovo modo di abitare e vivere la città: si chiama CAVOUR220. Si tratta di un innovativo progetto immobiliare (inutile cliccare sul link: dà errore caricamento pagina, ndr) che, riprendendo quel concetto di Serviced Apartments che a New York, Londra e Parigi ha dimostrato di costituire una valida proposta di investimento, vede per la prima volta in Europa la partecipazione di Giorgio Armani".

Ebbene, questo progetto rivoluzionario si è rivelato fallimentare e, adesso, il palazzo è alla ricerca di un nuovo nome a cui affidare il proprio restyling. Questa volta, però, è stato fatto un bando di concorso. Secondo quanto riportato in un articolo sul sito 'per il costruito' Ppan, ora il futuro del palazzo "è nelle mani di cinque studi di architettura e ingegneria che hanno aderito alla competizione promossa a fine estate da Enrico Maria Antonelli e dalla sua società immobiliare Prim spa che ha rilevato questo comparto dalle banche, a seguito del fallimento della precedente proprietà".
I ragazzi della Urban Factory all'opera
con le proiezioni (dalla finestra)


E, come ha dichiarato proprio l'ing. Antonelli: "Per non influenzarli rispetto alle scelte fallimentari della precedente proprietà, nel cd con i materiali abbiamo allegato il rilievo del 2005. Non abbiamo nemmeno consentito ai professionisti di fare un sopralluogo. Le penthause di 200 mq previste in precedenza erano una soluzione fallimentare: non si vendono in via Cavour".
Insomma, prosegue l'articolo: "La gestione precedente non era andata a buon fine, e la Prim ha scelto la strada del concorso di progettazione per portarsi a casa idee innovative per avviare il piano di recupero di questo complesso immobiliare".

Sulla destinazione futura del palazzo, che si trova in pieno centro, a due passi dai Fori Imperiali e dal caratteristico Rione Monti, non si sa ancora molto. Si parla genericamente di "uso ricettivo, residenziale, uffici privati e attività commerciale". L'unica cosa certa, però, è che i progettisti in concorso non potranno modificare le facciate del palazzo. A questo compito, in occasione di quella sera di cui dicevo all'inizio, hanno chiamato la Urban Factory, una società di ragazzi romani specializzati in arti decorative e grafica, che per una festa privata del proprietario hanno modificato (e non poco, con piacere dei passanti) la facciata di questo bel palazzo, dalla vita complicata e dal futuro tutto da... costruire.

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