Era stato proprio Re Giorgio (Armani, non l'attuale e non si sa
ancora per quanto inquilino del Colle) a firmarne il restyling nel (non
così lontano) 2009. In un articolo
datato 13 luglio di quell'anno, il sito LuxuryOnline annunciava
trionfalistico: "Dalla creatività di GIORGIO ARMANI, dalla visione di
DOUGHTY HANSON -
uno dei più importanti operatori pan-europei di real estate - e dalla
competenza del developer EUROPA RISORSE, è nato a Roma un nuovo modo di
abitare e vivere la città: si chiama CAVOUR220. Si tratta di un innovativo progetto immobiliare
(inutile cliccare sul link: dà errore caricamento pagina, ndr) che, riprendendo quel concetto di Serviced Apartments che a New York,
Londra e Parigi ha dimostrato di costituire una valida proposta di
investimento, vede per la prima volta in Europa la partecipazione di
Giorgio Armani".
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| I ragazzi della Urban Factory all'opera con le proiezioni (dalla finestra) |
Insomma, prosegue l'articolo: "La gestione precedente non era andata a buon fine, e la Prim ha scelto la strada del concorso di progettazione per portarsi a casa idee innovative per avviare il piano di recupero di questo complesso immobiliare".
Sulla destinazione futura del palazzo, che si trova in pieno centro, a due passi dai Fori Imperiali e dal caratteristico Rione Monti, non si sa ancora molto. Si parla genericamente di "uso ricettivo, residenziale, uffici privati e attività commerciale". L'unica cosa certa, però, è che i progettisti in concorso non potranno modificare le facciate del palazzo. A questo compito, in occasione di quella sera di cui dicevo all'inizio, hanno chiamato la Urban Factory, una società di ragazzi romani specializzati in arti decorative e grafica, che per una festa privata del proprietario hanno modificato (e non poco, con piacere dei passanti) la facciata di questo bel palazzo, dalla vita complicata e dal futuro tutto da... costruire.

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