sabato 16 agosto 2014

Ferragosto peruviano a Chivay: tradizione e riservatezza, tra condor e terme

E che non ci vai a Chivay? Dai condor alle terme alle tradizioni popolari, l'area dentro e fuori questa piccola cittadina offre un bel concentrato
Chivay, fiesta Virgen de la Asunta
di Perù. Soprattutto se ci si capita in un giorno di fiesta, come il 14 agosto.

Il 15 infatti si festeggia la Virgen de la Asunta, santa patrona di Chivay: un'esplosione di religiosità cattolica (una settimana intera di festeggiamenti!), in cui si inseriscono degli elementi tradizionali tipici della zona del Colca: insieme alla Madonna e ai santi portati in processione, sfilano persone in maschere e costumi sfavillanti, che armeggiano spade e fanno tintinnare energicamente i sonagli che gli ricoprono la parte alta dei calzari.
Servono a scacciare il demonio, dicono. E in fondo lo diciamo (o dicevamo) anche noi, basti pensare ai sonagli del tamburello che venivano chiamati ritmicamente in causa per liberare le tarantate.
La piazza principale, il 14 sera, era uno sfolgorio di colori e luci. Avevano persino fatto dei buchi nell'asfalto per issare una serie di archi alla cui sommità erano fissati argenti, raffigurazioni votive e, a penzolare, pupazzi dei più vari. Ma
Addobbi per il 15 agosto a Chivay
avevano anche issato enormi pannelli, foderati di rosso passione, che accecavano per la quantità di vassoi argentati con cui erano decorati. La gente sfilava, ballava e cantava con una viva partecipazione.

Una partecipazione certamente molto profonda, e molto intima. Le foto, infatti, non erano per nulla gradite. Mi sono chiesta: "Ma scusa, sei
vestito con dei colori improbabili, in faccia hai una maschera, ai piedi dei sonagli, canti, saltelli e balli...ma come pretendi che a uno non gli scappi una foto?". E invece no. Anche la mattina dopo, quando il corteo è ripreso alla luce limpida e fredda del primo mattino (ancora c'erano gli addetti alle pulizie in piazza), quello smartphone nelle mie mani ha creato un visibile fastidio a chi stava marciando. Vi dirò di più: c'è stata anche una signora che,
dopo averle fatto uno scatto (le avevo chiesto preventivamente il permesso, proprio per non rischiare di essere troppo invasiva), mi ha detto che le dovevo dare uno o due soles. Sfacciata!

Ma la (mia) verità è che, anche se frustrante per il turista, questa riservatezza è oro per il viaggiatore, perché offre a tutto ciò che si vede una forte autenticità. Questa non è una festa per turisti, questa è la loro festa. I vestiti tradizionali sono indossati non per fare colore (e che colore!), ma perché sono i loro vestiti. Detto ciò, anche qui qualche chiacchiera sono riuscita a farmela. Eh.

Ho scoperto che l'alpaca non ha solo un pelo meraviglioso, da cui vengono ricavati tessuti morbidi e pregiati, ma anche (i vegetariani mi perdoneranno) una carne particolarmente apprezzata. Al mercato dietro Plaza Major (la
Spiedini di alpaca
piazza per eccellenza di tutte le città peruviane) ho provato degli ottimi spiedini di alpaca, con tanto di patata infilzata in cima. Teneri e succosi. Davvero ottimi.
Invece, nel cortile interno di un bar, dove ho preso un maledetto espresso (maledetto perché m'è costato 5 soles...contro gli 8 del pranzo), ho visto della carne di alpaca stesa ad essiccare (sì sì, proprio stesa, insieme ai panni!).
Carne di alpaca stesa ad essiccare
Era tagliata a tocchi grandi, non come le nostre coppiette. Ma si mangia sempre a morsi, a quanto mi ha detto la cuciniera.

Anche i condor hanno dimostrato, aimè, una certa riservatezza. Li ho visti da lontano, troppo lontano per poterli apprezzare davvero. Le carcasse no, quelle erano ben visibili lungo il breve trek che scende sotto la Cruz del Cóndor. Ma anche senza condor, il Cañón del Colca fa la sua porca figura. È davvero suggestivo. Le
Terrazzamenti al Cañón del Colca
colline sono cesellate di terrazzamenti dai mille verdi, a perdita d'occhio. E sui rilievi più alti ci corgono anche delle piccole cascate di ghiaccio. I cactus, poi, sono i veri padroni di questo ambiente. Ce ne sono di infinite specie. Sono ovunque.

Ma non solo trek. Tra le montagne e i vulcani che incorniciano Chivay si nascondono anche delle terme. Quelle dove mi sono immersa si trovano poco fuori Chivay, all'aria aperta. Mentre lasciavo che la fatica si sciogliesse nell'acqua calda, mi godevo un cielo limpido e le montagne tutt'intorno. Un po' di relax per il viaggiatore.
Cañón del Colca

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