Le macchine (ma anche i pullman) nel traffico viaggiano con una certa nonchalance, pronte a diventare senza troppe remore dei proiettili
quando vedono dei varchi per il sorpasso (anche agli incroci). In pratica, a volte sembra che siano lanciati verso il suicidio. Rallentano all'ultimo, e poi, piano piano, si accostano fino a che praticamente non sfiorano la macchina che gli è davanti. Vi lascio immaginare cos'è immettersi nelle rotonde...diciamo un'emozione!
quando vedono dei varchi per il sorpasso (anche agli incroci). In pratica, a volte sembra che siano lanciati verso il suicidio. Rallentano all'ultimo, e poi, piano piano, si accostano fino a che praticamente non sfiorano la macchina che gli è davanti. Vi lascio immaginare cos'è immettersi nelle rotonde...diciamo un'emozione!
Mentre ci allontaniamo dall'aeroporto ci accorgiamo che i rilievi intorno sono costellati di case, piccole, arroccatissime, coloratissime. Veniamo a sapere che qui negli ultimi 10 anni la popolazione è raddoppiata, sia per le nuove nascite che per l'immigrazione. E allora stanno costruendo sui monti. In effetti, a guardarsi intorno, è tutto un cantiere.
Qui si fa molta agricoltura. Infatti, il panorama brullo e beige si alterna (senza soluzione di continuità!) con campi verdi, verdissimi, dove vengono coltivati mais blanco, patate, pomodori...insomma, i grandi classici. Ma non mancano neanche gli asparagi.
Il panorama cambia di continuo: passiamo tra veri e propri paesaggi lunari, tra baracche
abbandonate e dune a perdita d'occhio. Poi, dirigendoci verso nord, direzione Trujillo, vediamo il mare...e anche le immancabili barche da pesca. Immancabili perché abbiamo scoperto, leggendo la guida mentre quella disgraziata compagnia aerea non ci dava da mangiare (se non a caro prezzo), che nel Perù sono davvero patiti di pesce e frutti di mare.
abbandonate e dune a perdita d'occhio. Poi, dirigendoci verso nord, direzione Trujillo, vediamo il mare...e anche le immancabili barche da pesca. Immancabili perché abbiamo scoperto, leggendo la guida mentre quella disgraziata compagnia aerea non ci dava da mangiare (se non a caro prezzo), che nel Perù sono davvero patiti di pesce e frutti di mare.
Li fanno in tutti i modi, specialmente crudi marinati. Il tutto facilitato da una corrente marina (più precisamente dalla risalita dalle acque profonde della Corrente del Perù) che renderebbe queste acque particolarmente pescose: tonni, spigole, aragoste, granchi, ostriche, polipi, calamari, militi... Già. Non vedo l'ora.



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